“Ha un coraggio da leone” si dice di una persona che compie un’azione con sprezzo del pericolo. Il leone tuttavia, per sua natura, domina tutti gli altri animali e quindi non può essere considerato coraggioso in quanto fa solo il suo lavoro. La legge del più forte regola il mondo della natura selvaggia ma noi umani, quando ce la prendiamo con i più deboli, dimostriamo esattamente il contrario dell’essere coraggiosi.
Il coraggio si dimostra soprattutto quando si è consapevoli del rischio di perdere qualcosa di sé. Nei casi estremi ciò vuole anche dire la propria vita. Coraggiosi sono stati i partigiani e gli alleati che ci hanno aiutato a liberarci dal nazifascismo. Coraggiosi sono i ciclisti, che sfrecciano ai quasi cento chilometri orari, su ruote sottili e su mezzi che pesano pochi chili, giù dalle strade strette e ripide per guadagnare qualche manciata di secondi sugli altri corridori. Lo sono anche tutti gli altri professionisti della velocità su pista, alla guida o a cavallo di mezzi che sviluppano potenze incredibili. Tuttavia, un bambino che va sull’orlo di un precipizio non è coraggioso è solo incosciente del pericolo.
Le frequenti morti sul lavoro sono la prova che qualche categoria di lavoratori è più coraggiosa (o a rischio) di altre ma, in qualche misura, siamo tutti coraggiosi perché non ci chiudiamo in casa per paura di essere investiti o aggrediti per strada. A volte purtroppo ciò succede e, soprattutto per i fragili, le donne molestate dagli uomini maldestri, o gli anziani può diventare un dramma che ti segna per il resto della tua vita. Per fortuna la percentuale di questi pericoli rimane sempre molto bassa dalle nostre parti ma non è così dappertutto nel mondo. Il coraggio si può misurare quindi non in termini assoluti ma solo relativamente a chi sei e in quali circostanze ti trovi. In generale poi, chi sa perdere una competizione con garbo non è solo coraggioso ma è anche nobile di animo – vedasi il giovane Sinner per esempio.
Il coraggio è la seconda parola chiave che ha animato la campagna di tutti quelli che hanno sostenuto Paolo Foietta candidato sindaco per Cumiana. Le sue esperienze passate (ha vissuto per due anni con la scorta) dimostrano che non gli manca il coraggio di prendersela con i poteri forti se è necessario farlo. Questa è una garanzia per la corposa minoranza di cittadini di Cumiana i quali, non volendosi rassegnare al declino del paese, sanno che le loro istanze saranno portate avanti con coraggio e determinazione dall’opposizione.
I politici che fanno la voce grossa, infatti, sanno bene che far leva sulla paura (che è sempre generata dal non sapere ciò che sta nel profondo) porta risultati immediati. Il passaggio che ostenta tutta l’arroganza e il cinismo del potere “Va Tosca! Nel tuo cor s’annida Scarpia …” fa, a dir poco, rabbrividire proprio perché mette a nudo questo meccanismo e il coraggio è essenziale per riconoscere ed opporsi a questo automatismo.
Ed ora posso tornare più serenamente a scrostare il calcare che, negli anni, si è raccolto negli angoli della mia doccia. Chissà perché non ho avuto il coraggio di farlo finora. Dopo mando anche un messaggio ad Enzo e lo sfido a una partita a tennis anche se so già che con lui non c’è storia …. per me.
Antonio Borraccino














