Chiusura casa di riposo
Dall’olocene all’antropocene
La Giornata internazionale della Terra è passata senza grandi sconvolgimenti. Il riscaldamento globale, nonostante i disastri climatici a cui assistiamo tutti i giorni, non sembra scalfire più di tanto le coscienze. La vita giornaliera non cambia: sugli scaffali dei supermercati, affianco ai kiwi coltivati a Saluzzo, più economici e a mio parere più gustosi, si trovano anche quelli della Nuova Zelanda; le vendite di automobili elettriche non decollano perché gli incentivi annunciati non si sa quando saranno erogati, visto che trovare le risorse per fare il ponte sullo stretto sembra avere la priorità sulla mobilità sostenibile; le guerre continuano. Eppure, anche se gli scienziati non sono ancora d’accordo sull’uso del termine, nessun esperto nega ormai il passaggio dall’olocene all’antropocene.
Al proposito segnalo questa serie di dieci puntate sull’argomento a cui spero seguiranno altre: www.raiplaysound.it/programmi/antropocene. Ho trovato particolarmente interessante l’intervista a Maria Paola Chiesa.
Tuttavia, un quadro sintetico della malattia e della diagnosi (circa otto minuti di video ricco di immagini suggestive) ce la fornisce (Sir) David Attenborough: https://www.youtube.com/watch?v=0Puv0Pss33M. Ventimila anni fa vivevamo in equilibrio con la natura e possiamo tornare a farlo a patto che cambino quattro aspetti fondamentali del nostro vivere:
– operare la transizione energetica eliminando le energie fossili
– rivoluzionare il modo di mangiare riducendo il consumo di carne a favore di nutrimenti vegetali
– fare un accordo internazionale per proteggere i mari
– aumentare la biodiversità proteggendo la natura selvatica
La situazione è drammatica ma è ancora possibile porvi rimedio e se lo dice Sir David ci possiamo credere.
Qual è la ricaduta di tutto ciò su Cumiana e sulla prossima giunta comunale? Credo che ‘vivere in equilibrio’ con la natura sia più immediatamente comprensibile qui che altrove. Ne deriva che dobbiamo tutti cercare di proteggere ed incentivare la sostenibilità ambientale senza aspettare direttive regionali, nazionali europee o mondiali e in questo senso la giunta che si insedierà Cumiana può fare scuola prendendo iniziative che spingano a fare del nostro meglio per vivere in modo sostenibile.

L’impegno del candidato Sindaco

L’impegno programmatico che il candidato sindaco si assume è gravoso.
La costanza nel lavoro, la cura quotidiana delle pratiche, l’attenzione ai grandi progetti ed ai problemi dei singoli cittadini, la trasparenza delle procedure, in questa delicata fase di “ricostruzione” di quanto è stato affrettatamente demolito, la coesione della maggioranza e la ricerca del dialogo con l’opposizione saranno lo stile ed il metodo che intendo seguire.
Il programma non promette nè la salvezza nè la felicità.
Non sono questi infatti obiettivi che appartengono alla sfera della politica e della amministrazione.
E’ pur vero però che donne e uomini possano e debbano impegnarsi quotidianamente e responsabilmente per consentire ad altre donne e ad altri uomini di costruire il loro destino personale, di controllarlo e di trasformarlo.
E’ questo il compito dell’amministrazione e della politica.
Riaffermare questo oggi sembra contro corrente dal momento che viene ampiamente propagandato l’elogio dell’impolitico e la distanza dalla politica.
Certo, il programma non si realizzerà se non ci sarà il consenso elettorale e se a questo non seguirà la partecipazione, il darsi da fare per rendere possibile ciò che sembra impossibile.
Sappiamo bene che la partecipazione ed il coinvolgimento sono molto più difficili della pur necessaria critica.
Abbiamo bisogno delle idee e dell’impegno fattivo del maggior numero possibile di donne e di uomini che vogliono impegnarsi ed affaticarsi per migliorare le condizioni di vita loro e degli altri, che sappiano assumersi il rischio, ma anche la gioia, dell’impegno personale, convinti che un passo di cento persone vale più di cento passi di una persona e che la domanda che dobbiamo porci è questa: “non aspettare che cosa la città fa per te, ma fa tu il possibile per la tua città”.
Noi ci proviamo.
Ci mettiamo passione ed entusiasmo perchè crediamo che la politica sia necessaria e Cumiana meriti questo impegno.
Infatti quando un popolo disprezza la politica ha sempre una politica degna di disprezzo, nella quale trionfa l’affarismo e l’individualismo, l’opposto di ciò che questa lista vuole e rappresenta.
Alberto Barbero, già sindaco di Pinerolo, Programma elettorale 2006

Rabbia e paura ci oscurano la vista
A sostegno della candidatura di Paolo Foietta vorrei parlare della gentilezza, la terza parola chiave del suo manifesto elettorale dopo coraggio e competenza.

Una recente ricerca basata su 12 mila canzoni popolari in lingua inglese degli ultimi 40 anni ha evidenziato un crescente impoverimento del linguaggio. Non solo i testi sono più semplici rispetto al passato ma sono anche più violenti e il trap in particolare è il genere musicale che esterna aggressività e volgarità in abbondanza. Anche se la ricerca non include testi di canzoni italiane si sa che scimmiottare tutto ciò che viene dal mondo anglosassone è un passatempo nazionale. Prendiamo per esempio il brano Sette miliardi del trapper Massimo Pericolo. (Cos’altro puoi fare con un nome così se non occuparti di situazioni estreme? E mi auguro che sia un nome d’arte altrimenti i suoi genitori sarebbero da arrestare.) La canzone comincia così:
Mi sono fatto due anni
Tu ti sei fatto due grammi
Questa merda la prendo sul serio
Questa merda la vendo sul serio
Il mio amico si tatua sul petto
Si drogano tutti I miei broski
Le tue amiche mi succhiano il cazzo
Non sono bello, ma rappo (huh)
Mi arresti, ma tanto non parlo
Non conosco la lingua dei porci
L’alcool ci rende più forti
L’amore ci ha reso più stronzi
Voglio più soldi
Troia, tu non mi conosci
Sono il futuro, ma senza un futuro (gang)
Sul tuo mutuo del cazzo ci sputo (skrrt)
Vi risparmio le altre strofe … è veramente sorprendente che questa visione del mondo violenta e distopica riscuota consensi non solo fra i giovani emarginati delle periferie ma anche fra ragazze e ragazzi ai quali la vita ha dato tutto. Ma quale meccanismo mentale scatta nella testa di una 16enne che frequenta un’ottima scuola (e con buoni voti) per farle ignorare il fatto che troia e donna in queste canzoni sono sinonimi? Vorrei tanto che qualche sociologo o psicologo glielo spiegasse.
Se la produzione artistica in ogni epoca o luogo riflette il contesto da cui essa nasce, senza dubbio i versi delle canzoni testimoniano un impoverimento dei rapporti fra le persone. Lo possiamo ben vedere non solo in politica, dove il populismo spinge alla polarizzazione e gli insulti fanno parte integrante del dibattito ma anche nella vita quotidiana, dalla semplice riunione di condominio, al rapporto alunno-genitore-insegnante, dal Pronto Soccorso al traffico stradale la rabbia è ormai il modus operandi di una consistente parte di noi e in campagna elettorale si sa che rabbia e paura portano voti. La vita è certamente in continuo cambiamento e John Lenon oggi non avrebbe avuto successo con una canzone come Imagine. Forse 50 anni fa si poteva ancora sognare un mondo dedito non solo al profitto ma Imagine non avrebbe successo ora soprattutto perché nel testo manca l’ingrediente principale: l’incazzatura. Arrabbiarsi oggi fa aumentare gli ascolti e gli spettatori e quindi è il modo sicuro per far crescere il business.
Siccome sono diversamente giovane, potrei facilmente cadere nella tentazione di dire che una volta non era così, che la gente viveva più in armonia, che il mondo era migliore e che John Lenon scriveva belle canzoni. Credo però che non ci sia niente di più irritante del sentire parlare con nostalgia di un passato che non esiste più o che certamente non è mai esistito nel modo in cui viene dipinto. Per quanto riguarda la gentilezza nei rapporti fra le persone negli anni passati era molto peggio perché l’autorità dei genitori, degli insegnanti o di qualsiasi organo dell’ordine pubblico veniva imposta senza mezze misure. Oggi se un insegnante anche solo da una spinta ad un bambino viene giustamente sanzionato. Senza poi parlare di maschilismo. Fino a tempi relativamente recenti era anche ammesso il delitto d’onore.
Possiamo fare qualcosa per invertire la tendenza e ingentilire, nel nostro piccolo, Cumiana? Se vengo eletto nella giunta di Paolo Foietta come primo atto proporrò l’assessorato alla gentilezza. Esiste in Italia un’organizzazione a cui appartengono già oltre 200 comuni. L’assessorato alla gentilezza può essere declinato in vari modi, dalla prevenzione al bullismo alla promozione di buone pratiche nella comunità locale ed è diretto soprattutto ai giovani come si può capire scorrendo il sito dell’organizzazione.
La gentilezza nei rapporti delle persone non è quindi semplicemente il farti i fatti tuoi ma diventa un atto inclusivo che mira a non lasciare indietro nessuno. Tuttavia, la gentilezza entra anche in pieno diritto nelle tematiche ambientalistiche perché un futuro gentile è un futuro sostenibile e rispettoso della natura e dell’ambiente in cui abbiamo la fortuna di essere immersi a Cumiana e su questo avremo molto da lavorare.














