Rabbia e paura ci oscurano la vista

A sostegno della candidatura di Paolo Foietta vorrei parlare della gentilezza, la terza parola chiave del suo manifesto elettorale dopo coraggio e competenza.

Una recente ricerca basata su 12 mila canzoni popolari in lingua inglese degli ultimi 40 anni ha evidenziato un crescente impoverimento del linguaggio. Non solo i testi sono più semplici rispetto al passato ma sono anche più violenti e il trap in particolare è il genere musicale che esterna aggressività e volgarità in abbondanza. Anche se la ricerca non include testi di canzoni italiane si sa che scimmiottare tutto ciò che viene dal mondo anglosassone è un passatempo nazionale. Prendiamo per esempio il brano Sette miliardi del trapper Massimo Pericolo. (Cos’altro puoi fare con un nome così se non occuparti di situazioni estreme? E mi auguro che sia un nome d’arte altrimenti i suoi genitori sarebbero da arrestare.) La canzone comincia così:

Mi sono fatto due anni

Tu ti sei fatto due grammi

Questa merda la prendo sul serio

Questa merda la vendo sul serio

Il mio amico si tatua sul petto

Si drogano tutti I miei broski

Le tue amiche mi succhiano il cazzo

Non sono bello, ma rappo (huh)

Mi arresti, ma tanto non parlo

Non conosco la lingua dei porci

L’alcool ci rende più forti

L’amore ci ha reso più stronzi

Voglio più soldi

Troia, tu non mi conosci

Sono il futuro, ma senza un futuro (gang)

Sul tuo mutuo del cazzo ci sputo (skrrt)

Vi risparmio le altre strofe … è veramente sorprendente che questa visione del mondo violenta e distopica riscuota consensi non solo fra i giovani emarginati delle periferie ma anche fra ragazze e ragazzi ai quali la vita ha dato tutto. Ma quale meccanismo mentale scatta nella testa di una 16enne che frequenta un’ottima scuola (e con buoni voti) per farle ignorare il fatto che troia e donna in queste canzoni sono sinonimi? Vorrei tanto che qualche sociologo o psicologo glielo spiegasse.

Se la produzione artistica in ogni epoca o luogo riflette il contesto da cui essa nasce, senza dubbio i versi delle canzoni testimoniano un impoverimento dei rapporti fra le persone. Lo possiamo ben vedere non solo in politica, dove il populismo spinge alla polarizzazione e gli insulti fanno parte integrante del dibattito ma anche nella vita quotidiana, dalla semplice riunione di condominio, al rapporto alunno-genitore-insegnante, dal Pronto Soccorso al traffico stradale la rabbia è ormai il modus operandi di una consistente parte di noi e in campagna elettorale si sa che rabbia e paura portano voti. La vita è certamente in continuo cambiamento e John Lenon oggi non avrebbe avuto successo con una canzone come Imagine. Forse 50 anni fa si poteva ancora sognare un mondo dedito non solo al profitto ma Imagine non avrebbe successo ora soprattutto perché nel testo manca l’ingrediente principale: l’incazzatura. Arrabbiarsi oggi fa aumentare gli ascolti e gli spettatori e quindi è il modo sicuro per far crescere il business.

Siccome sono diversamente giovane, potrei facilmente cadere nella tentazione di dire che una volta non era così, che la gente viveva più in armonia, che il mondo era migliore e che John Lenon scriveva belle canzoni. Credo però che non ci sia niente di più irritante del sentire parlare con nostalgia di un passato che non esiste più o che certamente non è mai esistito nel modo in cui viene dipinto. Per quanto riguarda la gentilezza nei rapporti fra le persone negli anni passati era molto peggio perché l’autorità dei genitori, degli insegnanti o di qualsiasi organo dell’ordine pubblico veniva imposta senza mezze misure. Oggi se un insegnante anche solo da una spinta ad un bambino viene giustamente sanzionato. Senza poi parlare di maschilismo. Fino a tempi relativamente recenti era anche ammesso il delitto d’onore.

Possiamo fare qualcosa per invertire la tendenza e ingentilire, nel nostro piccolo, Cumiana? Se vengo eletto nella giunta di Paolo Foietta come primo atto proporrò l’assessorato alla gentilezza. Esiste in Italia un’organizzazione a cui appartengono già oltre 200 comuni. L’assessorato alla gentilezza può essere declinato in vari modi, dalla prevenzione al bullismo alla promozione di buone pratiche nella comunità locale ed è diretto soprattutto ai giovani come si può capire scorrendo il sito dell’organizzazione.

La gentilezza nei rapporti delle persone non è quindi semplicemente il farti i fatti tuoi ma diventa un atto inclusivo che mira a non lasciare indietro nessuno. Tuttavia, la gentilezza entra anche in pieno diritto nelle tematiche ambientalistiche perché un futuro gentile è un futuro sostenibile e rispettoso della natura e dell’ambiente in cui abbiamo la fortuna di essere immersi a Cumiana e su questo avremo molto da lavorare.

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